Prove

La presente sezione offre una panoramica del diritto dell'Unione europea (UE) sull'acquisizione dei mezzi di prova in materia penale da uno Stato membro all'altro.

Contesto

L'eliminazione dei controlli alle frontiere all'interno dell'UE ha considerevolmente facilitato la libera circolazione dei cittadini, ma nel contempo la malavita può operare più facilmente attraverso le frontiere. È pertanto necessaria una cooperazione efficace nell'UE sull'acquisizione dei mezzi di prova in materia penale.

Diritto dell'Unione europea

La normativa esistente in materia di acquisizione dei mezzi di prova in materia penale nell’Unione si basa su trattati di assistenza giudiziaria, in particolare la convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale e gli strumenti relativi al riconoscimento reciproco, in particolare la decisione quadro relativa al mandato europeo di ricerca delle prove.

La convenzione

  • La convenzione disciplina l'assistenza giudiziaria in generale, come la raccolta di dichiarazioni di indiziati e testimoni, e forme specifiche di assistenza giudiziaria, quali l'uso della videoconferenza e dell'intercettazione nonché l'acquisizione dei mezzi di prova mediante perquisizione e sequestro. La convenzione contiene anche norme sulle telecomunicazioni. Il protocollo della convenzione contiene inoltre norme sull'ottenimento di informazioni riguardanti i conti bancari e le transazioni bancarie.
  • Le richieste di assistenza giudiziaria sono, di norma, trasmesse direttamente dall'autorità di emissione all'autorità di esecuzione.             La richiesta è eseguita quanto prima e se possibile entro i termini indicati dall'autorità emittente, salvo che non sia invocato un motivo di rifiuto da parte dell'autorità di esecuzione.
  • Al fine di garantire l'ammissibilità delle prove acquisite, le autorità dello Stato richiesto osservano le formalità e le procedure indicate dalle autorità dello Stato richiedente, sempre che non siano contrarie ai principi fondamentali del diritto dello Stato richiesto.

La decisione quadro

  • La decisione quadro segue il principio del riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie per l'acquisizione dei mezzi di prova da usare nei procedimenti penali. Un mandato europeo di ricerca delle prove (MER) può essere emesso per acquisire prove già esistenti e direttamente disponibili in forma di oggetti, documenti o dati.
  • Il mandato viene emesso in base a un formulario e tradotto in una lingua ufficiale dello Stato di esecuzione. Le autorità dello Stato di emissione devono accertare che la prova può essere acquisita anche secondo il diritto nazionale in un caso analogo e che risulta necessaria e proporzionata al procedimento in questione.
  • Il mandato deve essere riconosciuto ed eseguito entro un termine stabilito, a meno che non emerga un motivo di rifiuto. L'esecuzione di un mandato europeo di ricerca delle prove non è soggetta alla verifica della doppia incriminazione (principio secondo il quale l'atto commesso deve essere considerato reato nello Stato di emissione e nello Stato di esecuzione) se non è necessario effettuare una perquisizione o un sequestro o se il reato è punibile con una pena detentiva di almeno tre anni e figura in un elenco di reati riportato nella decisione quadro.
  • Al fine di garantire l'ammissibilità delle prove acquisite, le autorità dello Stato di esecuzione sono tenute ad osservare le formalità e le procedure indicate dalle autorità dello Stato di emissione, sempre che non siano contrarie ai principi fondamentali del diritto dello Stato di esecuzione.

Futuro

La Commissione europea sta vagliando la necessità di interventi intesi a migliorare la cooperazione tra gli Stati membri nell'acquisizione dei mezzi di prova in materia penale. Nell’aprile 2010 sette Stati membri hanno presentato un’iniziativa per l’adozione di una direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all’ordine europeo d’indagine penale (“OEI”), che attualmente è in fase di negoziazione tra i due colegislatori.

Ultimo aggiornamento: 20/02/2014

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